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In inverno l’alveare normalmente contiene un minimo di sei, settemila api. Al massimo diecimila api.
Una casetta grande dell’apiario in estate o in primavera, ha circa cinquantacinque, sessantamila api.
Ma durante l’inverno la popolazione si riduce drasticamente, in pratica rimangono solo le ultime nate che devono sopportare l’inverno e portarsi avanti fino al mese di febbraio quando inizia la riproduzione.
Le api nate per ultimo, nel periodo invernale, sopravvivono per un periodo di cinque mesi e mezzo, quasi sei mesi. Perché devono sopravvivere per tutto il ciclo invernale.
Mentre, le api che nascono in primavera, dette bottinatrici, devono andare avanti e indietro, raccogliere il miele, con questo processo le ali si consumano e le api si stancano. E’ la ragione per la quale le bottinatrici durano in media quarantacinque giorni.
L’ape bottinatrice
Un’ape comincia a diventare bottinatrice dopo venti cinque giorni dalla nascita. Prima di questo periodo deve affrontare vari cicli: pulizia, alimentazione, finchè diventa bottinatrice. Le più esperte diventano esploratrici.
L’ape esploratrice
Le api esploratrici sono quelle che vanno a cercare il nettare, il posto dove ci sono le fioriture, dove c’è più alimento. Loro escono, rientrano e comunicano dove trovare il nettare facendo un disegno sul favo alle bottinatrici. Le bottinatrici vanno alla ricerca seguendo il disegno che a fatto l’ape esploratrice.
Ci sono diversi disegni, quando l’ape rientra, fa quello che viene chiamata la danza dell’addome. Si mette a danzare sul favo, formando un cerchio. Più piccolo è il cerchio, più vicino è il bottino. L’ape esploratrice disegna il cerchio e poi traccia una linea diagonale. La linea diagonale segna la direzione del sole. Guardando il disegno l’ape bottinatrice capisce subito la distanza in rapporto alla dimensione del cerchio. Se il nettare è molto vicino all’alveare l’esploratrice fa uno zig zag, per dire: “Esci! Trova! Che il nettare è qui attorno!”
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